a pranzo con obama 26 Febbraio 2008, 1:18 PM'
Posted by jiwaki in sogni o bisogni?.trackback
23-II-8
“grande momento dell’america quando ha stabilito i suoi confini dell’ovest con le carte dei paesi dell’est, come kazakhistan e kamchatkha.
[...]
la polizia militare sovietica ha avuto un’importante parte anche se il suo nome e la sua struttura ricordano un po’ troppo quelli delle ss”
barack obama riempie lo stadio san paolo di napoli, ma coreografie formate da cartelli di lettere o b a m a (ognuno dei quali retto da quattro persone) riescono malissimo per mancanza di coordinazione.
un’imprenditrice italiana vestita da clown (o da trans?) scalda con un discorso una folla di parlamentari di destra presente allo stadio, ma non riesce a continuare a parlare per la potenza dell’ovazione che le viene dedicata. inutili i richiami urlati di un parlamentare (sempre di destra).
obama è invitato a pranzo a casa mia oggi. suona il citofono -merda- mi sveglio di soprassalto perché fra pochi secondi suonerà alla porta e io sono ancora a letto.
a proposito, come constatavo un’altra notte:
“il sistema americano è una fregatura”.
perché è una matrioska di idee di pasto: hai un pasto che contiene un’idea di pasto che contiene un’idea di pasto, ma alla fine questo catso di pasto non lo mangi mai, continui ad aprire scatole.
fine del messaggio.
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