18th worldwide sketchcrawl 2 Aprile 2008, 3:10 PM'
Posted by jiwaki in milano, sketchcrawl.add a comment
il primo sketchcrawl di milano è stata un’ottima scusa per riprendere a disegnare. il 29 marzo ho partecipato alla maratona insieme a claudio, federico, luigi, elisa, andrea, erika e mike. qui sotto il mio modesto contributo (per capire quanto modesto guardatevi sul forum i disegni degli altri partecipanti di milano). ho fatto anche qualche foto durante la giornata, ma ormai chi si appende alla mensola sa che per quelle c’è un ritardo di mesi fra scatto e internetto.






censura legale 1 Aprile 2008, 3:47 PM'
Posted by jiwaki in il paese della munnezza.1 comment so far
purtroppo non è un pesce d’aprile, solo non ne avevo ancora sentito parlare. se avete mezz’ora e siete disposti a rifarvi l’umore per almeno una giornata, leggete.
e se volete seguire gli sviluppi:
risposta, controrisposta e strascichi.
CENSURA ‘LEGALE’
Lettera di Paolo Rossi Barnard
Cari amici e amiche impegnati a dare una pennellata di decenza al nostro Paese, eccovi una forma di censura nell’informazione di cui non si parla mai. È la peggiore, poiché non proviene frontalmente dal Sistema, ma prende il giornalista alle spalle. Il risultato è che, avvolti dal silenzio e privi dell’appoggio dell’indignazione pubblica, non ci si può difendere. Questa censura sta di fatto paralizzando l’opera di denuncia dei misfatti sia italiani che internazionali da parte di tanti giornalisti ‘fuori dal coro’.
Si tratta, in sintesi, dell’abbandono in cui i nostri editori spesso ci gettano al primo insorgere di contenziosi legali derivanti delle nostre inchieste ’scomode’. Come funziona e quanto sia pericoloso questo fenomeno per la libertà d’informazione ve lo illustro citando il mio caso.
Si tratta di un fenomeno dalle ampie e gravissime implicazioni per la società civile italiana, per cui vi prego di leggere fino in fondo il breve racconto.
Per la trasmissione Report di Milena Gabanelli, cui ho lavorato dando tutto me stesso fin dal primo minuto della sua messa in onda nel 1994, feci fra le altre un’inchiesta contro la criminosa pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa l’11/10/2001 (”Little Pharma & Big Pharma”). Col comparaggio (reato da art.170 leggi pubblica sicurezza) alcune case farmaceutiche tentano di corrompere i medici con regali e congressi di lusso in posti esotici per ottenere maggiori prescrizioni dei loro farmaci, e questo avviene ovviamente con gravissime ripercussioni sulla comunità (il prof. Silvio Garattini ha dichiarato: “Dal 30 al 50% di medicine prescritte non necessarie”) e spesso anche sulla nostra salute (uno dei tanti esempi è il farmaco Vioxx, prescritto a man bassa e a cui sono stati attribuiti da 35 a 55.000 morti nei soli USA).
L’inchiesta fu giudicata talmente essenziale per il pubblico interesse che la RAI la replicò il 15/2/2003.
Per quella inchiesta io, la RAI e Milena Gabanelli fummo citati in giudizio il 16/11/2004(1) da un informatore farmaceutico che si ritenne danneggiato dalle rivelazioni da noi fatte.
Il lavoro era stato accuratamente visionato da uno dei più alti avvocati della RAI prima della messa in onda, il quale aveva dato il suo pieno benestare.
Ok, siamo nei guai e trascinati in tribunale. Per 10 anni Milena Gabanelli mi aveva assicurato che in questi casi io (come gli altri redattori) sarei stato difeso dalla RAI, e dunque di non preoccuparmi(2). La natura dirompente delle nostre inchieste giustificava la mia preoccupazione. Mi fidai, e per anni non mi risparmiai nei rischi.
All’atto di citazione in giudizio, la RAI e Milena Gabanelli mi abbandonano al mio destino. Non sarò affatto difeso, mi dovrò arrangiare. La Gabanelli sarà invece ampiamente difesa da uno degli studi legali più prestigiosi di Roma, lo stesso che difende la RAI in questa controversia legale.(3) Ma non solo.
La linea difensiva dell’azienda di viale Mazzini e di Milena Gabanelli sarà di chiedere ai giudici di imputare a me, e solo a me (sic), ogni eventuale misfatto, e perciò ogni eventuale risarcimento in caso di sentenza avversa.(4)
E questo per un’inchiesta di pubblico interesse da loro (RAI-Gabanelli) voluta, approvata, trasmessa e replicata.*
*(la RAI può tecnicamente fare questo in virtù di una clausola contenuta nei contratti che noi collaboratori siamo costretti a firmare per poter lavorare, la clausola cosiddetta di manleva(5), dove è sancita la sollevazione dell’editore da qualsiasi responsabilità legale che gli possa venir contestata a causa di un nostro lavoro. Noi giornalisti non abbiamo scelta, dobbiamo firmarla pena la perdita del lavoro commissionatoci, ma come ho già detto l’accordo con Milena Gabanelli era moralmente ben altro, né è moralmente giusificabile l’operato della RAI in questi casi).
Sono sconcertato. Ma come? Lavoro per RAI e Report per 10 anni, sono anima e corpo con l’impresa della Gabanelli, faccio in questo caso un’inchiesta che la RAI stessa esibisce come esemplare, e ora nel momento del bisogno mi voltano le spalle con assoluta indifferenza. E non solo: lavorano compatti contro di me.
La prospettiva di dover sostenere spese legali per anni, e se condannato di dover pagare cifre a quattro o cinque zeri in risarcimenti, mi è angosciante, poiché non sono facoltoso e rischio perdite che non mi posso permettere.
Ma al peggio non c’è limite. Il 18 ottobre 2005 ricevo una raccomandata. La apro. E’ un atto di costituzione in mora della RAI contro di me. Significa che la RAI si rifarà su di me nel caso perdessimo la causa. Recita il testo: “La presente pertanto vale come formale costituzione in mora del dott. Paolo Barnard per tutto quanto la RAI s.p.a. dovesse pagare in conseguenza dell’eventuale accoglimento della domada posta dal dott. Xxxx (colui che ci citò in giudizio, nda) nei confronti della RAI medesima”.(6)
Nel leggere quella raccomandata provai un dolore denso, nell’incredulità.
Interpello Milena Gabanelli, che si dichiara estranea alla cosa. La sollecito a intervenire presso la RAI, e magari anche pubblicamente, contro questa vicenda. Dopo poche settimane e messa di fronte all’evidenza, la Gabanelli tenta di rassicurarmi dicendo che “la rivalsa che ti era stata fatta (dalla RAI contro di me, nda) è stata lasciata morire in giudizio… è una lettera extragiudiziale dovuta, ma che sarà lasciata morire nel giudizio in corso… Finirà tutto in nulla.”(7)
Non sarà così, e non è così oggi: giuridicamente parlando, quell’atto di costituzione in mora è ancora valido, eccome. Non solo, Milena Gabanelli non ha mai preso posizione pubblicamente contro quell’atto, né si è mai dissociata dalla linea di difesa della RAI che è interamente contro di me, come sopra descritto, e come dimostrano gli ultimi atti del processo in corso.(8)
Non mi dilungo. All’epoca di questi fatti avevo appena lasciato Report, da allora ho lasciato anche la RAI. Non ci sarà mai più un’inchiesta da me firmata sull’emittente di Stato, e non mi fido più di alcun editore. Non mi posso permette di perdere l’unica casa che posseggo o di vedere il mio incerto reddito di freelance decimato dalle spese legali, poiché abbandonato a me stesso da coloro che si fregiavano delle mie inchieste ‘coraggiose’. Questa non è una mia mancanza di coraggio, è realismo e senso di responsabilità nei confronti soprattutto dei miei cari.
Così la mia voce d’inchiesta è stata messa a tacere. E qui vengo al punto cruciale: siamo già in tanti colleghi abbandonati e zittiti in questo modo.
Ecco come funziona la vera “scomparsa dei fatti”, quella che voi non conoscete, oggi diffusissima, quella dove per mettere a tacere si usano, invece degli ‘editti bulgari’, i tribunali in una collusione di fatto con i comportamenti di coloro di cui ti fidavi; comportamenti tecnicamente ineccepibili, ma moralmente assai meno.
Questa è censura contro la tenacia e il coraggio dei pochi giornalisti ancora disposti a dire il vero, operata da parte di chiunque venga colto nel malaffare, attuata da costoro per mezzo delle minacce legali e di fatto permessa dal comportamento degli editori.
Gli editori devono difendere i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e devono impegnarsi a togliere le clausole di manleva dai contratti che, lo ribadisco, siamo obbligati a firmare per poter lavorare.
Infatti oggi in Italia sono gli avvocati dei gaglioffi, e gli uffici affari legali dei media, che di fatto decidono quello che voi verrete a sapere, giocando sulla giusta paura di tanti giornalisti che rischiano di rovinare le proprie famiglie se raccontano la verità.
Questo bavaglio ha e avrà sempre più un potere paralizzante sulla denuncia dei misfatti italiani a mezzo stampa o tv, di molto superiore a quello di qualsiasi politico o servo del Sistema.
Posso solo chiedervi di diffondere con tutta l’energia possibile questa realtà, via mailing lists, siti, blogs, parlandone. Ma ancor più accorato è il mio appello affinché voi non la sottovalutiate.
In ultimo. E’ assai probabile che verrò querelato dalla RAI e dalla signora Gabanelli per questo mio grido d’allarme, e ciò non sarà piacevole per me.
Hanno imbavagliato la mia libertà professionale, ma non imbavaglieranno mai la mia coscienza, perché quello che sto facendo in queste righe è dire la verità per il bene di tutti. Spero solo che serva.
Grazie di avermi letto.
Paolo Barnard
Note:
1) Tribunale civile di Roma, Atto di citazione, 31095, Roma 10/11/2004.
2) Fatto su cui ho più di un testimone pronto a confermarlo.
3) Nel volume “Le inchieste di Report” (Rizzoli BUR, 2006) Milena Gabanelli eroicamente afferma: “…alle nostre spalle non c’è un’azienda che ci tuteli dalle cause civili”. Prendo atto che il prestigioso studio legale del Prof. Avv. Andrea Di Porto, Ordinario nell’Università di Roma La Sapienza, difende in questo dibattimento sia la RAI che Milena Gabanelli. Ma non me.
4) Tribunale Ordinario di Roma, Sezione I Civile-G.U. dott. Rizzo- R.G.N. 83757/2004, Roma 30/6/2005: “Per tutto quanto argomentato la RAi-Radiotelevisione Italiana S.p.a. e la dott.ssa Milena Gabanelli chiedono che l’Illustrissimo Tribunale adìto voglia:…porre a carico del dott. Paolo Barnard ogni conseguenza risarcitoria…”.
5) Un esempio di questa clausola tratto da un mio contratto con la RAI: “Lei in qualità di avente diritto… esonera la RAI da ogni responsabilità al riguardo obbligandosi altresì a tenerci indenni da tutti gli oneri di qualsivoglia natura a noi eventualmente derivanti in ragione del presente accordo, con particolare riferimento a quelli di natura legale o giudiziaria”.
6) Raccomandata AR n. 12737143222-9, atto di costituzione in mora dallo Studio Legale Di Porto per conto della RAI contro Paolo Barnard, Roma, 3/10/2005.
7) Email da Milena Gabanelli a Paolo Barnard, 15/11/2005, 09:39:18
8) Tribunale Civile di Roma, Sezione Prima, Sentenza 10784 n. 5876 Cronologico, 18/5/2007: “la parte convenuta RAI-Gabanelli insisteva anche nelle richieste di cui alle note del 30/6/2005…”. (si veda nota 4)
si tappano le bocche 31 Marzo 2008, 11:20 PM'
Posted by jiwaki in notturno.add a comment
finisce che certe parole neanche ti escono. perché non è proprio il caso di far volare fra le arie il nome dell’unica giustizia.
piloti 20 Marzo 2008, 10:39 AM'
Posted by jiwaki in distillati.add a comment
il 6 marzo un pilota si è fermato per strada e mi ha chiamato, chiedendo da che parte fosse l’aeroporto.
di là, deve andare nella direzione opposta.
si è sentito un distinto click. l’ho invidiato, per un secondo mi è apparso come l’essere umano più affascinante mai incontrato e ho voluto indossare i suoi vestiti e sedermi al suo posto nella macchina.
a pranzo con obama 26 Febbraio 2008, 1:18 PM'
Posted by jiwaki in sogni o bisogni?.add a comment
23-II-8
“grande momento dell’america quando ha stabilito i suoi confini dell’ovest con le carte dei paesi dell’est, come kazakhistan e kamchatkha.
[...]
la polizia militare sovietica ha avuto un’importante parte anche se il suo nome e la sua struttura ricordano un po’ troppo quelli delle ss”
barack obama riempie lo stadio san paolo di napoli, ma coreografie formate da cartelli di lettere o b a m a (ognuno dei quali retto da quattro persone) riescono malissimo per mancanza di coordinazione.
un’imprenditrice italiana vestita da clown (o da trans?) scalda con un discorso una folla di parlamentari di destra presente allo stadio, ma non riesce a continuare a parlare per la potenza dell’ovazione che le viene dedicata. inutili i richiami urlati di un parlamentare (sempre di destra).
obama è invitato a pranzo a casa mia oggi. suona il citofono -merda- mi sveglio di soprassalto perché fra pochi secondi suonerà alla porta e io sono ancora a letto.
a proposito, come constatavo un’altra notte:
“il sistema americano è una fregatura”.
perché è una matrioska di idee di pasto: hai un pasto che contiene un’idea di pasto che contiene un’idea di pasto, ma alla fine questo catso di pasto non lo mangi mai, continui ad aprire scatole.
fine del messaggio.
cosa si cerca 22 Febbraio 2008, 6:06 PM'
Posted by jiwaki in distillati.1 comment so far
cado anch’io. non so se il fatto che lo facciano quasi tutti sia più ridicolo o più interessante. propenderei per la prima. non importa, non sempre cola oro dal naso. infatti nelle pause può capitare di stilare una lista delle stringhe di ricerca con cui si arriva sulla mensola precaria. così, per rendere l’idea di quanto possano -o non possano- essere divertenti queste letture, capita anche di farci dei veloci schizzi di accompagnamento.
dito mozzato
edificio facoltà di architettura milano
elisha otis
chris martin
mezzo uccello mezzo topo
video aggruppate hard
www mensole da muro
sognare scarafaggi
“le luride” milano

porte di tannhauser
vegliante kafka
un porcellino andò al mercato
mensole con binari
qualcosa si rompe

mensole design flexy
giunto kahn+architettura
ufficio di architettura
caldaia incrinata
errori con estintori
treni basilea napoli
i passi del rock and roll
questo porcellino
rapidograph usa e getta
carico sulla mensola
relitti di aerei
architettura
sogno auto incendio

mensola moderna
canzoni famose rock and roll da sentire
errori di progettazione
pantografo architetto
grenouille milano
“ciabbo”
fotografia effetto movimento di macchina
architettura a misura di donna [perché il mondo è retto da un elefante che poggia sul dorso di una tartaruga, che a sua volta è adagiata su un tappeto di stereotipi]

cos è un angelo tentatore
inventore mensola
chris martin che tempo fa
facoltà di architettura di porto
estuario
l’eccezione che conferma la regola
la mensola precaria
cupole
architettura errori
mensola ali
rem koolhaas-delirious new york
add passà a nuttat
architettura babilonese
dita porcellino mercato
distillati roma
chris martin altezza
come fare una mensola sospesa
binari per mensole
sognare auto che sbanda
cerchio itten [potrei aver disegnato il primo cerchio di itten in b/n, wow]

sagoma umana
ophy milano
mensola architettura
tutto sui progetti di koolhaas
mi attraversa e mi scioglie
gli hammurabi
cosa costrui hammurabi
pompieri volo d’angelo

bosco di gioia elio formigoni
perche non riesco piu a chiudere la mano
sognare 9 dita
questi grandissimi figli 19 Febbraio 2008, 11:21 AM'
Posted by jiwaki in architettura, ma il rock'n'roll..., milano.add a comment
solo video.
“a milano c’era un parco (non il parco sempione) che il presidente della regione, formigoni, ha fatto radere al suolo a fine 2006 con un cordone di poliziotti in assetto antisommossa a protezione dei taglialegna. sulla copertina di un recente 45 giri degli elio e le storie tese sono raffigurati formiconi che mangiano merda. chi intravedesse una relazione tra formigoni e formiconi mangiamerda sarebbe tacciabile di malizia. questa canzone è dedicata al parco raso al suolo (il bosco di gioia) e a tutti i parchi la cui serena esistenza è minacciata dai presidenti e dai suonatori compulsivi di bonghi.”
parole e video da www.elioelestorietese.it
e il bosco di gioia? qui.
declare independence 27 Gennaio 2008, 3:26 AM'
Posted by jiwaki in ma il rock'n'roll....2 comments
non so chi è più grande dei due…
combo bjork+gondry
la fine del mondo 18 Dicembre 2007, 8:56 PM'
Posted by jiwaki in distillati, roma.1 comment so far
se oggi io provo incredulità di fronte alle dimensioni, cosa si doveva provare allora? le cornacchie detengono il segreto forse. solo loro e i gabbiani si contendono i palazzi ora. custodi.
cinesi, giapponesi, americani vengono a vedere la fine che aspetta ogni impero.
ora dentro alle terme ci sono alberi e in cima ai muri cresce l’erba.
- è proprio oggi il tuo compleanno?
- no, era mercoledì scorso.
- ah, quindi… il 4?
- no. il 12.
- ah.
una settimana ancora, quando il cervello si perde settimane.
dove finisce il mondo?
fiumicino sembra una finis terrae, una delle tante, ma non lo è.
dove finisce il mondo? e se finisce, dove comincia?
un nuovo inutile meno vile 13 Novembre 2007, 3:40 AM'
Posted by jiwaki in architettura, notturno, roma.add a comment
increduli guardiamo i segni della paura. la paura del più forte, la paura di un impero che arriva a ergere mura altissime intorno al suo lontano cuore. una vita non è abbastanza ma rispettiamo la noia e il suo faticoso carico. abbandonare l’inutile in cerca di…