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tool. svegliarsi e correre fuori 17 novembre 2006, 7:41 PM'

Posted by jiwaki in concerti, ma il rock'n'roll..., voyage.
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13 novembre, pomeriggio su un treno per firenze. silenziosi compagni di viaggio. leggo metà fight club.

tramonto sulle colline. arrivo col buio.

lunga tortuosa tranquilla passeggiata solitaria per la città, che non vedo da… più di dieci anni credo. diretto al forum.

attesa attesa, valentina e luca viaggiano su un pullman che ha la fortuna di bucare in autostrada.

i baracchini che a milano mandano canzoni di raffaella carrà per stimolare la digestione dei loro panini qui hanno la discografia completa dei tool.

attesa. una telefonata ti allunga la vita.

incontro i due desaparecidos, arrivati appena in tempo. ci sediamo. un concerto da ascoltare e vedere da seduti.

la musica e l’esperienza sono irriproducibili, l’unica eco che posso portare con una o più foto è la suggestione visiva. ho considerato il lavoro di chi prepara e dirige le luci per concerti così e sono stato in ammirazione tutto il tempo.

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il ritorno notturno non è stato piacevole ma è una storia con risvolti comici che troverà altri tempi. almeno i treni mi hanno risparmiano ritardi e guasti.

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elisha otis 10 novembre 2006, 7:26 PM'

Posted by jiwaki in architettura.
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“elisha otis, l’inventore, monta su una piattaforma che sale: questo sembra costituire il nucleo principale della dimostrazione. ma non appena ha raggiunto il punto più alto, un assistente di otis lo raggiunge porgendogli un coltello su un cuscino di velluto.

l’inventore afferra il coltello, intenzionato ad aggredire l’elemento cruciale della sua stessa invenzione: il cavo che ha sollevato fino alla sommità la piattaforma e che ne impedisce la caduta. otis recide il cavo; questo si spezza.

non accade nulla, né alla piattaforma né all’inventore. invisibili ganci di sicurezza – l’essenza dell’ingegno di otis – impediscono alla piattaforma di ricongiungersi alla superficie della terra.

così otis introduce un’invenzione all’interno della teatralità urbana: l’anticlimax come finale, il non-evento come trionfo.

al pari dell’ascensore, ogni invenzione tecnica porta con sé una doppia immagine: incluso nel suo successo vi è anche lo spettro del suo possibile fallimento. e i mezzi per evitare questo possibile disastro sono importanti almeno quanto la stessa invenzione.

otis ha introdotto un tema che sarà uno dei leitmotiv del futuro sviluppo dell’isola: manhattan è un accumulo di disastri possibili che non si verificano.”

rem koolhaas, delirious new york, 1978

ironia della sorte e umorismo nero a leggere queste parole oggi.

(quando si ignora) l’ABC della vita 3 novembre 2006, 11:23 PM'

Posted by jiwaki in distillati.
5 comments

dal 27-X-6 a oggi

quando la colonna sonora è più bella del film (che è già un bel film)

quando la tua miopia ti salva dal riconoscere una persona troppo in fretta: chi non saluta sangue reale è acclamato dal popolo in rivolta

quando 1, 2, 3, 4, 5! bar non fanno un irish coffee

quando non vuoi andare in vacanza

quando speri che una foto sia venuta bene e scopri che è venuta meglio

quando capisci perché l’amicizia fra uomini è invidiata

quando scopri cosa provano modelle e riccone maniache di prodotti di bellezza

quando il titolo potrebbe essere anche “certo, certo il catso”

quando sei grato alle coniugazioni italiane

ti viene voglia di dirlo.