jump to navigation

buio di prima qualità 20 gennaio 2007, 12:53 AM'

Posted by jiwaki in distillati.
add a comment

recupero parole scritte e abbandonate in cassetti che non avrebbero più visto la luce. e ho sempre il dubbio di scomodarle. doveva essere ottobre o novembre, scrivevo di stagioni:

la luce è bassa, le ombre sono lunghe, ti accorgi del movimento di qualcosa da lontanissimo.

forse la cosa più ovvia: fa freddo.

perché si dice non si sono mezze stagioni? perché ci è sempre più facile dividere in due, buono cattivo, caldo freddo, bello brutto. così è più comodo avere la calda estate e il freddo inverno. senza accorgersi che si soffre più il freddo d’autunno. che la nebbia ti entra nelle ossa d’autunno. che le giornate si accorciano d’autunno.

le transizioni sono difficili da capire, sempre diverse per definizione, non inquadrabili, scomode, stupende appunto. primavera e autunno sono sempre brevi. l’estate è una carogna che si fa rimpiangere. l’inverno è maledetto prima e dopo. così inverno, fra i pochi che potrai trovare, ti accolgo nel freddo della mia casa.

nato come un elogio dell’inverno potrei chiamarlo “le mie quattro stagioni”. ora, me illuso, dov’è l’inverno? secondo gli esperti almeno il sole continuerà a seguire i ritmi consueti offrendoci notti lunghe e buio di prima qualità.

.

altre parole, 30-XI-6, ore 03.05, per me quindi ancora il 29:

non attaccare il traffico per arrivare a casa prima, guidare passivo, lasciarsi trasportare, stare sulla corsia più a destra. io non ci capisco molto ma è una profonda insoddisfazione che mi stringe, un bisogno lontano ma pesante, che mi trascina in basso quando i lazzi si spengono e si chiude il sipario. come la spossatezza, la tristezza, in cui… [omissis]

la musica accompagna sempre l’umore. penso che dio si compiaccia delle colonne sonore che sceglie per i nostri momenti muti. io lo farei. io lo faccio.

.

un demone in gabbia e purtroppo non è lo stomaco la bestia. ma non lo so più nemmeno io. a mormorare parole in 11 non sempre ne esce un discorso da sbalzare nella memoria. una settimana di sogni lunghissimi e faticosi.

.

un consiglio, “fanny e alexander”: film nato nell’82 dagli occhi di ingmar bergman, che si farà vedere non da tutti. bellissimo. dialoghi come:

ognuno deve recitare la sua parte.

c’è chi la fa piuttosto male

e c’è invece chi riesce a farla molto bene.

io appartengo all’ultima categoria. (helen)

oppure:

come si diventa una mezza calzetta?

me lo sapresti dire?

come cade la polvere?

quando è che si perde?

all’inizio uno è il principe che deve ereditare il regno

e improvvisamente, senza che ce ne accorgiamo, veniamo deposti. la morte ti batte sulla spalla, nella stanza fa freddo, perché non hai i soldi per la legna.

sono stupido e cattivo. e ancora più cattivo con l’unica persona che si occupi di me. non potrai mai perdonarmi; sono una merda e una bestia. (carl)

ed è l’inizio. alla fine del film dici solo: wow.

buona notte.

Annunci

au claire de la lune 14 gennaio 2007, 12:03 AM'

Posted by jiwaki in concerti, notturno.
1 comment so far

quello che si chiama un posto in prima fila: seduto a un metro dai grenouille, un bicchiere di binchoise blonde. la scrittrice preferita.

.

appunti:

gli elicotteri nei sogni

bugo&violante placido

le affinità, i mondi, che resistono anche dopo anni di lontananza

.

nota del giorno dopo:

anche se meno di una volta si sente ancora il profumo.

nota di due giorni dopo: non so perché -il gioco delle coincidenze è meraviglioso- ma i cerchi si chiudono sempre.