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il bruco messicano 5 febbraio 2007, 3:29 PM'

Posted by jiwaki in sogni o bisogni?.
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l’altro ieri:

sto guidando una macchina lungo una strada di francia che corre scavata a metà di un’altissima parete rocciosa, verticale perfetta, sinuosa. mi chiedo quale follia abbia potuto realizzare un’opera del genere.

parete.jpg

il primo pensiero sono i modi in cui si potrebbe cadere nello strapiombo, controllo se ci siano protezioni e immagino un piccolo guard-rail. quindi nella mia mente ritorno a visualizzare possibili incidenti, sbandate, rocce che cadono, finché non mi fermo sull’auto che guido: una violenta sterzata, qualche sbandata, forse uno scontro. l’auto finisce a cavallo del guard-rail lungo il proprio asse, così so già che pochi istanti più tardi, mentre l’auto ancora striscia veloce, dovrò sollevarmi dal sedile per evitare che la lama metallica arrivi a tagliare anche me. finalmente l’auto si ferma. immagino che presto ci sarà un incendio e mi accorgo di essere rimasto solo io cosciente. estraggo dalla macchina i corpi di un ragazzo e di due ragazze. ci siamo fermati inspiegabilmente presso una casa circondata da un giardino. quando poso i corpi dei miei amici al sicuro scopro che sono diventati insetti. il ragazzo è in braccio a me un bruco kafkiano (kaffikiano secondo giovanni bivona, grande eletterato), ho paura che a tirarlo per le antenne queste si spezzino, ma finora non è successo. le ragazze sono due scarafaggi tondeggianti. le poso contro un muretto. provo a concentrarmi. i miei amici tornano umani, poi ridiventano insetti giganteschi. vicino alle ragazze noto due mantidi religiose addormentate. una si sveglia e la vedo estrarre un pungiglione. mi chiedo se non siano pericolose per le ragazze, poi sopra un albero trovo una terza mantide, questa diversa, con ali nere. il giardino prende vita di giorno. bambini dell’asilo osservano incantati mentre mostro loro un bruco messicano, liscio, quasi senza zampe, di un verde chiaro acceso bellissimo, che si sposta sulla mia mano senza strisciare, ribaltando lentamente la coda sopra la testa. i bambini pronunciano i nomi delle capriole, diversi a seconda della forma che il bruco assume. ho insegnato io loro tutte queste cose? temo che il bruco mi possa pungere.

nota vegliante: l’altro ieri, tornando a casa di notte (la successiva), a 100m da casa mia trovo un autopompa dei pompieri che illumina a giorno un incrocio: un’auto è ancora fumante e

completamente carbonizzata.

nota onirica: tenere in braccio un bruco di dimensioni umane fa un certo effetto.

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Commenti»

1. Cla - 5 febbraio 2007, 11:09 PM'

Salve quadernino dei sogni :)

Macchine carbonizzate sulla via di casa, nebbia, mantidi religiose, giovanni bivona e un commento da una sporca umanista.
Onirico e un po’ pulp.

Cla


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