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hammurabi rules 7 marzo 2007, 3:48 PM'

Posted by jiwaki in architettura.
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il negativo del negativo del negativo.
così, secondo alberti, si diceva sulle opere di fondazione nella roma imperiale:
scava fin quando trovi il terreno solido, e che il cielo t’assista.

un po’ di annetti prima -circa duemila- hammurabi, il re babilonese molto in voga ancora oggi per la sua collezione di occhi, legiferava:
229. qualora un costruttore costruisca una casa per qualcuno, e non la costruisca debitamente e la casa che costruì cada ed uccida il proprietario, allora quel costruttore sarà messo a morte.
230. qualora uccida il figlio del proprietario il figlio di quel costruttore sarà messo a morte.
231. qualora uccida uno schiavo del proprietario, allora darà in pagamento un suo schiavo per lo schiavo del proprietario della casa.
232. qualora rovini dei beni, risarcirà per tutto ciò che fu rovinato, ed in tanto in quanto non costruì debitamente questa casa che egli costruì e cadde, la ricostruirà daccapo di tasca propria.
233. qualora un costruttore costruisca una casa per qualcuno e, anche non avendola ancora completata, i muri sembrino pericolanti, il costruttore deve rendere solidi i muri di tasca propria.

quattromila anni fa.

cambio pagina.
al di là di tutto mi chiedo, anche i politici vanno in paradiso? perché… a guardare in giro per il mondo viene qualche dubbio.

interessante l’ultimo articolo della stele babilonese:
282. qualora uno schiavo dica al suo padrone: “tu non sei il mio padrone”, se lo portano in giudizio, il suo padrone gli mozzerà l’orecchio.
hammurabi come jules verne doveva avere la macchina del tempo.

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ultimo di febbraio 5 marzo 2007, 11:39 PM'

Posted by jiwaki in distillati, milano, notturno.
1 comment so far

ultimo di febbraio. inverno dove sei? due sere fa un tramonto tangenziale dalla luce albina, ieri notte il primo odore d’estate nell’aria fredda.
istantanee di bellezza: mi chiedo se sia l’unico ad incantarsi di fronte a uno stormo di luci rosse intermittenti di gru che dormono. incanto che solo per quattro secondi coincide con il parabrezza.
esco di casa e la solita cornacchia, invisibile nel cielo abbagliante di questo mattino, mi lancia il suo presagio come saluto.
notte, milano, la finestra all’ultimo piano e la tenda rossa appesa in mezzo alla stanza. l’edificio spigolo.