jump to navigation

l’eccezione che conferma la regola 28 luglio 2007, 6:53 PM'

Posted by jiwaki in distillati.
add a comment

(24-25 VII)
prima dell’alba. luci lampeggianti non lasciano il campo visivo. scie luminose si intrecciano davanti agli occhi. le sciolgo al mio passaggio. grandi bestie senza cura seguono il loro istinto. la peggiore metropolis futuristica immaginata, il videogioco grigio che ti fa venire i crampi alle gambe dalla tensione. questa è la realtà, anche se spezzata da risate insensate e silenziose che si perdono nei cessi pubblici. rilancio sempre più in alto la somma di soldi per cui rifarei questo viaggio, per cui rivivrei quest’ora. non trovo prezzo anche se sicuramente ci sono ore che non si ripeterebbero per un non-prezzo molto più alto. sfoglio tutti gli insulti che conosco. si scivola sul pianeta ma il sole è più veloce; so che apparirà prima del mio arrivo a casa. questioni di limiti e di eccellenza o di quello che rimane.

Annunci

(note per l’umanità) sotto la cappa 21 luglio 2007, 5:56 PM'

Posted by jiwaki in distillati.
add a comment

edifici progettati per scaldare. d’estate. o per provare il brivido dell’inverno continentale. culla di architetti e ingegneri. siamo sempre nel corso di errori di progettazione. sollevi il pc con un sottopentola per non piegare a caldo il piano di lavoro. tutto schiacciato dal pugno di questo cielo che non tossisce neanche una nuvola. il viadotto della tangenziale est alle otto del mattino ti mostra la bassa cupola di aria ocra che avvolge lontana la brianza. non ti sembra ma sei dentro anche tu. cosa fai? canticchi canzoni dimenticate dal mondo immaginando incontri di pugilato e partite a scacchi. salteranno gli zigomi o il cavallo? en passant ci salveremo. come sempre.

nei secoli futuri verremo ricordati per cose geniali come questo stop motion. e “saremo dei fighi”.

note per l’umanità: scegliere bene le proprie scarpe. due piedi, due scarpe. a ogni piede la sua scarpa. a ogni scarpa la sua pista da ballo, tanto per restare in tema.

catturare il sogno 6 luglio 2007, 11:19 PM'

Posted by jiwaki in architettura.
add a comment

un giovane architetto mi disse: “sogno spazi pieni di meraviglia. spazi che si innalzano e si sviluppano in maniera fluida, senza inizio né fine, fatti di un materiale privo di giunti, di colore bianco e oro. quando traccio la prima linea sulla carta per catturare il sogno, il sogno perde qualcosa”.
è un problema ben posto. ho imparato che una buona domanda vale più della migliore delle risposte.
è una questione che riguarda l’incommensurabile e quello che è misurabile.
la natura, la natura fisica, è misurabile.
la sensazione e il sogno non hanno misura, non hanno linguaggio -e il sogno di ognuno è unico.
tutto ciò che si fa, tuttavia, obbedisce alle leggi della natura. l’uomo è sempre più grande delle sue opere perché non riesce a esprimere appieno le sue aspirazioni, perché l’espressione nel linguaggio della musica o dell’architettura avviene attraverso i mezzi misurabili della composizione e del progetto. la prima linea sulla carta è già una misura di ciò che non può essere espresso appieno; è già una perdita.

louis kahn

cadere 5 luglio 2007, 2:11 PM'

Posted by jiwaki in distillati.
add a comment

dal 15-VI-7 a oggi

un nome alle piante, per parlarci, perché magari sentono davvero. così desdemona, kelly, paulina, rivestono un fianco della baia di oggetti che mi fa da scrivania. loro, le piante, fanno quella baia che altrimenti sarebbe altro. è tutto qui. quaderni bellissimi che vedranno inchiostro fra anni. la carta ha più pazienza di me.

appena le convenzioni cadono la fame fa capire quanto i loro orari siano diversi da quelli del corpo.

un vecchio -se sapesse di essere chiamato vecchio- mi ha detto pressapoco questo: “ho paura dell’estate. quando si odia per paura. l’estate mi fa questo. ci sono canti che odiano l’estate e ci sono persone che odiano l’estate. solo che non lo saprai mai, non le incontrerai mai d’estate. per questo odiano. o hanno paura. come me”.

posso vedere con gli occhi ma mi fido dei racconti perché loro sono il gusto del fatto. vedere taglierebbe i fili e le storie cadrebbero.

orli dei precipizi, voi non mi fate cadere. mancanze sopportate. cosa non mi fa cadere?

una scritta sul muro:
chi è allenato lancia in aria tre palle le fa girare le riafferra.
chi non è allenato lancia in aria tre palle e ne riprende una.
chi non lancia in aria palle sa che almeno una cadrà.

infine, le soddisfazioni.
cercate diggler.