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au claire de la lune 14 gennaio 2007, 12:03 AM'

Posted by jiwaki in concerti, notturno.
1 comment so far

quello che si chiama un posto in prima fila: seduto a un metro dai grenouille, un bicchiere di binchoise blonde. la scrittrice preferita.

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appunti:

gli elicotteri nei sogni

bugo&violante placido

le affinità, i mondi, che resistono anche dopo anni di lontananza

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nota del giorno dopo:

anche se meno di una volta si sente ancora il profumo.

nota di due giorni dopo: non so perché -il gioco delle coincidenze è meraviglioso- ma i cerchi si chiudono sempre.

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tool. svegliarsi e correre fuori 17 novembre 2006, 7:41 PM'

Posted by jiwaki in concerti, ma il rock'n'roll..., voyage.
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13 novembre, pomeriggio su un treno per firenze. silenziosi compagni di viaggio. leggo metà fight club.

tramonto sulle colline. arrivo col buio.

lunga tortuosa tranquilla passeggiata solitaria per la città, che non vedo da… più di dieci anni credo. diretto al forum.

attesa attesa, valentina e luca viaggiano su un pullman che ha la fortuna di bucare in autostrada.

i baracchini che a milano mandano canzoni di raffaella carrà per stimolare la digestione dei loro panini qui hanno la discografia completa dei tool.

attesa. una telefonata ti allunga la vita.

incontro i due desaparecidos, arrivati appena in tempo. ci sediamo. un concerto da ascoltare e vedere da seduti.

la musica e l’esperienza sono irriproducibili, l’unica eco che posso portare con una o più foto è la suggestione visiva. ho considerato il lavoro di chi prepara e dirige le luci per concerti così e sono stato in ammirazione tutto il tempo.

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il ritorno notturno non è stato piacevole ma è una storia con risvolti comici che troverà altri tempi. almeno i treni mi hanno risparmiano ritardi e guasti.

milano blu 8 settembre 2006, 4:43 AM'

Posted by jiwaki in concerti, ma il rock'n'roll..., notturno.
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inspiegabili turbamenti d’umore. giri la chiave della macchina, la radio non ti fa ascoltare il disco che vuoi. milano che scorre di notte si accompagna così bene a quest’umore blu. trovi una canzone da cantare piano mentre guidi solo, a istinto, trovando sempre la strada giusta, con la mente rivolta alle luci dei lampioni e alle parole. ti fermi a un semaforo e ti senti chiamare dal finestrino aperto. vecchio vecchio conoscente. ripartito ti chiedi come abbia fatto a riconoscerti. ti ricordi che l’hai incontrato pochi mesi prima. allora l’umore blu si aggrappa più forte e non ti lascia nemmeno fino a questo, specifico, grafico, punto.

ieri un concerto all’idroscalo con due carissimi nuovi amici. concerto degli afterhours. grazie alla famosa sorella :) ho conosciuto Il Maestro, finalmente. quello che fa tananananà.
dopo il concerto ho vagato, senza meta. sotto il bisogno di musica, ancora musica. i am myself, like you somehow.

ora per curarmi ascolto let it die e secret heart. feist è la mia nuova musa, perché elogi adeguati… non ne ho.

non devo fare così tardi.