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scivolare 10 dicembre 2008, 2:13 PM'

Posted by jiwaki in sogni o bisogni?.
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(la notte non è questa, è quella prima)
avvicinamento. si atterra. stiamo scendendo, veloci. molto veloci. stiamo scendendo, ma sembra di cadere. che succede?
scivoliamo o ci schiacciamo subito?
botto.
si scivola. è andata bene? non è ancora andata. la fusoliera si consuma sotto di noi. si sentono sempre più rumori diversi uno dall’altro, si sfracella tutto, che succede?

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a pranzo con obama 26 febbraio 2008, 1:18 PM'

Posted by jiwaki in sogni o bisogni?.
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23-II-8
“grande momento dell’america quando ha stabilito i suoi confini dell’ovest con le carte dei paesi dell’est, come kazakhistan e kamchatkha.
[…]
la polizia militare sovietica ha avuto un’importante parte anche se il suo nome e la sua struttura ricordano un po’ troppo quelli delle ss”
barack obama riempie lo stadio san paolo di napoli, ma coreografie formate da cartelli di lettere o b a m a (ognuno dei quali retto da quattro persone) riescono malissimo per mancanza di coordinazione.
un’imprenditrice italiana vestita da clown (o da trans?) scalda con un discorso una folla di parlamentari di destra presente allo stadio, ma non riesce a continuare a parlare per la potenza dell’ovazione che le viene dedicata. inutili i richiami urlati di un parlamentare (sempre di destra).
obama è invitato a pranzo a casa mia oggi. suona il citofono -merda- mi sveglio di soprassalto perché fra pochi secondi suonerà alla porta e io sono ancora a letto.

a proposito, come constatavo un’altra notte:
“il sistema americano è una fregatura”.
perché è una matrioska di idee di pasto: hai un pasto che contiene un’idea di pasto che contiene un’idea di pasto, ma alla fine questo catso di pasto non lo mangi mai, continui ad aprire scatole.

fine del messaggio.

il bruco messicano 5 febbraio 2007, 3:29 PM'

Posted by jiwaki in sogni o bisogni?.
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l’altro ieri:

sto guidando una macchina lungo una strada di francia che corre scavata a metà di un’altissima parete rocciosa, verticale perfetta, sinuosa. mi chiedo quale follia abbia potuto realizzare un’opera del genere.

parete.jpg

il primo pensiero sono i modi in cui si potrebbe cadere nello strapiombo, controllo se ci siano protezioni e immagino un piccolo guard-rail. quindi nella mia mente ritorno a visualizzare possibili incidenti, sbandate, rocce che cadono, finché non mi fermo sull’auto che guido: una violenta sterzata, qualche sbandata, forse uno scontro. l’auto finisce a cavallo del guard-rail lungo il proprio asse, così so già che pochi istanti più tardi, mentre l’auto ancora striscia veloce, dovrò sollevarmi dal sedile per evitare che la lama metallica arrivi a tagliare anche me. finalmente l’auto si ferma. immagino che presto ci sarà un incendio e mi accorgo di essere rimasto solo io cosciente. estraggo dalla macchina i corpi di un ragazzo e di due ragazze. ci siamo fermati inspiegabilmente presso una casa circondata da un giardino. quando poso i corpi dei miei amici al sicuro scopro che sono diventati insetti. il ragazzo è in braccio a me un bruco kafkiano (kaffikiano secondo giovanni bivona, grande eletterato), ho paura che a tirarlo per le antenne queste si spezzino, ma finora non è successo. le ragazze sono due scarafaggi tondeggianti. le poso contro un muretto. provo a concentrarmi. i miei amici tornano umani, poi ridiventano insetti giganteschi. vicino alle ragazze noto due mantidi religiose addormentate. una si sveglia e la vedo estrarre un pungiglione. mi chiedo se non siano pericolose per le ragazze, poi sopra un albero trovo una terza mantide, questa diversa, con ali nere. il giardino prende vita di giorno. bambini dell’asilo osservano incantati mentre mostro loro un bruco messicano, liscio, quasi senza zampe, di un verde chiaro acceso bellissimo, che si sposta sulla mia mano senza strisciare, ribaltando lentamente la coda sopra la testa. i bambini pronunciano i nomi delle capriole, diversi a seconda della forma che il bruco assume. ho insegnato io loro tutte queste cose? temo che il bruco mi possa pungere.

nota vegliante: l’altro ieri, tornando a casa di notte (la successiva), a 100m da casa mia trovo un autopompa dei pompieri che illumina a giorno un incrocio: un’auto è ancora fumante e

completamente carbonizzata.

nota onirica: tenere in braccio un bruco di dimensioni umane fa un certo effetto.

start me up 24 ottobre 2006, 9:02 AM'

Posted by jiwaki in sogni o bisogni?.
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una signora con passeggino cammina in mezzo a una strada di una città che potrebbe essere milano o parigi. dei rivoltosi da un lato lanciano frutta e verdura a lei e al resto della gente che cammina per la strada. un tizio fra i rivoltosi inizia a lanciare arance verso la signora. la prima va a vuoto. la seconda sta per colpire me, ma la scanso con una mossa di bacino alla elvis. la terza cade anch’essa senza prendere la signora, ma qualcuno dice che contiene vetriolo. la signora allora chiede “cos’è?” e io rispondo “acido solforico”. ci giriamo verso l’arancia caduta, ancora intera, e vediamo che inizia ad aprirsi e a sciogliere il marciapiede. la signora si sdegna e così i presenti, me compreso. insieme a due individui mi dirigo sotto verso la finestra da cui sono partite le arance. troviamo il tizio. è un vecchio. uno dei due dice che lo brucerebbe (con la certezza di poterlo fare). l’altro si rivolge a me e propone che sia io a farlo (come se fosse un diavolo tentatore e potesse concedere superpoteri). io mi rifiuto perché non voglio uccidere il vecchio e spiego testualmente che non voglio una “vendetta trasposta” (conoscevo solo le matrici trasposte), ma che lo spaventerei se potessi. il tentatore mi informa che posso. punto il dito appena sotto il busto del tizio affacciato alla finestra e scaglio una sottile fiammata contro la facciata, subito sotto il davanzale. il tizio rimane impassibile. alcune fiammelle dopo aver colpito il muro rimbalzano sul petto del vecchio. tutto resta immobile per due secondi. il tizio si trasforma in un alto umanoide con ali color antracite, piccole, a forma di trapezio rettangolo. si getta a volo d’angelo su di me. mentre lui cade, qualcuno urla “è bill gates!” ma io SO che è allo stesso tempo bill gates e thom yorke: un superconcentrato di supponenza. sempre durante la caduta diventa meno demoniaco e più lucido, a colori vivaci, genere… capitan america, con un petto che sembra d’acciaio. tiro un pugno verso l’alto, centrato al petto, con l’intenzione di disintegrarlo. gates/yorke mi attraversa e finisce in un cartellone pubblicitario che rappresenta nuvole come quelle di windows 95. il tentatore e gli altri presenti sulla scena dicono di scappare per evitare la furia di bill gates. io guardo le nuvole dove è imprigionato e inizio a cantare start me up, sicuro che questa canzone gli piaccia e lo calmi. il tentatore sembra rassicurato dalla mia trovata e inizia a cantare e ballare insieme a me. tutto si chiude con scelta di altre canzoni che vengono quasi tutte rifiutate.

come un film con immagini stupende, ma poco di più. il momento start me up è stato divertente. per fortuna copyright e siae non entrano.

questo porcellino andò al mercato… 4 ottobre 2006, 9:11 AM'

Posted by jiwaki in sogni o bisogni?.
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cerco di muovere le dita in un certo modo ma non ci riesco, ci riprovo, cerco di capire perché non riesca, c’è sempre un dito che non sta al posto giusto. non riesco a dare uno sguardo alla mano intera, quindi, controllando prima un gruppo di dita poi un altro, c’è sempre qualcosa che non va.

appena svegliato ho portato la mano davanti agli occhi -aperti a fatica- e ho provato a fare il movimento. con successo. in quel momento ho capito che nel sogno avevo sei dita per mano.